APPLICAZIONE DI UN CAPPOTTO TERMICO
Questo articolo, scritto a 4 mani da Tiziana e Giorgio, descrive il progetto e la realizzazione di un cappotto termico sul soffitto del piano pilotis di una palazzina degli anni 60 realizzato in origine senza alcun criterio di protezione dell'appartamento sovrastante nei riguardi delle variazioni della temperatura esterna.
Giorgio, proprietario dell’appartamento, è anche socio di S.A.V.E. ed ha scattato tutte le immagini che vedete pubblicate oltre a contribuire alla stesura dell’articolo.
L’alloggio fa parte del complesso del “Villaggio Olimpico” di Roma. Si tratta di palazzine di un certo pregio architettonico (tra l’altro i prospetti esterni sono protetti da vincolo paesaggistico) realizzate in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960 in tempi piuttosto rapidi e senza particolari accorgimenti relativi ai consumi energetici.
All'epoca infatti la potenza del riscaldamento costituiva l'unico baluardo verso i rigori invernali e questo oggi non è più accettabile e quindi ci si è posti l'obiettivo di provvedere diversamente. Oltre a questo negli ambienti sovrastanti, per quanto venissero riscaldati, la presenza del pavimento sempre freddissimo garantiva la permanenza di uno stato di disagio.
L’alloggio nel suo insieme presenta tutta una serie di elementi che non contribuiscono certo ad una buona tenuta termica (finestre a nastro, murature non particolarmente prestanti, strutture portanti a vista e non isolate, ecc.) e tra questi elementi il piano pilotis costituiva uno dei maggiori punti deboli, ma anche quello su cui è più semplice intervenire dall’esterno.
Per quanto riguarda l'impatto estetico, trattandosi di un lavoro che non interessava tutto il condominio e l'intero piano pilotis, ma solo l’abitazione di Giorgio, è stato necessario mimetizzare completamente l’intervento.
L'applicazione del materiale isolante ha riguardato sia l’estradosso del solaio in laterocemento (lambda = 0,8 W/mK) finito ad intonaco di colore bianco che tre travi e sei pilastri di cemento a facciavista che chiaramente costituivano un notevole ponte termico per gli elevati valori di trasmittanza termica del C.A. (lambda = 2,3 W/mK).
Il valore di U medio di partenza è stato calcolato pari a 1,5 W/mq K e mediante l’applicazione di un cappotto termico in XPS dello spessore di 12 cm (6 cm su travi e pilastri) si è potuto ottenere un valore di trasmittanza media pari U = 0,3 W/mq K.
La trasmittanza media ottenuta rispetta il valore di trasmittanza limite riportato in Tab. 2 del D.M. 26 gennaio 2010. Tale valore infatti è U = 0,34 W/mq K e pertanto è stato possibile accedere alle Detrazioni Fiscali del 55% che permettono di recuperare come credito d'imposta (scalando dalle tasse dovute al fisco) il 55% dell’importo dei lavori in 5 anni.
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L’intervento, eseguito da una Ditta specializzata nell’applicazione di cappotti termici, ha avuto una durata di circa 15 giorni ed è consistito prima di tutto nella preparazione del supporto: sono stati rimossi la linea elettrica e le lampade dell’illuminazione che erano esterni, dopodichè si è provveduto alla “bussatura” dell’intonaco esistente per verificarne la tenuta e la stabilità. Alcuni tratti superficiali di pittura non più coesi sono stati rimossi.
Dopo di ciò si è iniziata l’applicazione dei pannelli.
E’ importante sottolineare che si è trattato di un pacchetto interamente certificato ETAG 004 composto da collante specifico, pannelli isolanti sp. 12 cm, rete porta intonaco e rasante specifico.
E’ infatti fondamentale che sia certificata la compatibilità tra i vari componenti dell’insieme per non avere brutte sorprese nel tempo!
Sono stati inoltre utilizzati un numero adeguato di tasselli di fissaggio (almeno 5/mq e un numero maggiore sulle parti perimetrali) specifici per il sistema termoisolante utilizzato e certificati ETAG 014.
Dopo l'attento studio di alcuni dettagli architettonici, l’applicazione sul soffitto del piano pilotis è stata piuttosto semplice.
Un po’ più delicata è stata l’applicazione dei pannelli sulle travi e sulla parte sommitale dei pilastri perché è stato necessario utilizzare una taglierina a filo caldo che permettesse il taglio preciso dei pannelli a misura in modo da permettere il rivestimento a regola d’arte degli elementi strutturali seguendone la sagomatura.
Dopo la posa dei pannelli è stata eseguita la tassellatura (utilizzando 5 tasselli per pannello) e poi la posa della rete porta intonaco che li rendesse un corpo unico e la conseguente rasatura.
Infine le superfici sono state tinteggiate mantenendo il colore bianco per il soffitto e riprendendo il precedente grigio per le parti strutturali che solo un occhio attento e prevenuto distinguerà da quelle non rivestite!
Ove necessario, per proteggere il ringrosso dovuto al cappotto termico dall’acqua piovana, sono state applicate delle scossaline fatte apposta dalla stessa casa produttrice dei pannelli.
Per concludere direi che si è trattato di un intervento sostanzialmente semplice e al quale la cura dei dettagli in fase di progetto ha dato una certa eleganza che a volte per interventi così piccoli viene trascurata ma che nell’insieme fa poi la differenza.
Ora non ci resta che aspettare i commenti di Giorgio sui consumi per il riscaldamento di quest’anno e sulle sensazioni di comfort che sicuramente potrà avere rispetto agli anni precedenti.
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